"Babbo Natale" speciale per gli orfani di guerra in Ucraina


Dopo un anno ricco di avvenimenti per AiCS Centro Europa e Ucraina, con tanti eventi sportivi e culturali, si sentiva il bisogno di terminare l'anno con un viaggio di Pace, dove tutto è iniziato. Con il pensiero rivolto alle persone bisognose, nello spirito del Santo Natale il reggino e Presidente Giovanni Colosimo si recava quindi in Ucraina per rimanere accanto ai bambini orfani o soli, sopravvissuti di guerra. Anche in questa missione non poteva mancare il contributo dell'Ambasciata d'Italia a Kiev, con l' Ambasciatore Carlo Formosa e il Console Stefano Moser.

"L'auto come sempre carica di regali e speranza, con il contributo di alcuni privati cittadini della comunità italiana, i tanti pacchi giunti dal CONI ed il contributo del sempre presente Console On. Roberto Sarcià, un friulano che serve in Ungheria il nostro Paese da oltre 20 anni; lo avevamo visto alla frontiera quando iniziò la guerra, pronto ad aiutare gli italiani che fuggivano, ma che poi si ritrovò con l'umana volontà di aiutare tutti indistintamente, insieme al Sindaco di Zahony, Laszlo Helmeczi che nella sua città di frontiera, strutturò da subito dei locali di accoglienza, dove ritrovammo pure tanto materiale giunto dall'Italia", racconta Colosimo al ritorno dal viaggio.

Grazie alla collaborazione del Direttore Marta Beshley della scuola 73 di Leopoli, che accoglieva da subito il progetto di AiCS, decideva di convogliare nel suo istituto un incontro globale e di festa bambini provenienti da altre scuole, tutti orfani di guerra. Un elenco che in corso di preparazione si allungava di giorno in giorno, ad accompagnare la delegazione di AiCS Ungheria in questa missione, anche i padri Salesiani del Don Bosco, Padre Michajlo, Padre Pietro e Padre Ivan. La messa recitata malgrado all'esterno era in corso l'allarme aereo, non faceva arrestare il giorno di festa e la preghiera piú forte della paura.

Una bellissima recita, le canzoni italiane di Cristian, facevano da preludio all'arrivo di Babbo Natale, chiamato a gran voce dai bambini presenti; con un sacco colmo di doni e dolcetti l'atmosfera di gioia del Natale era creata. Ad oltre quarantacinque bambini orfani e altrettanti di famiglie disagiate, venivano così donate le meravigliose maglie usate dagli atleti olimpici italiani del CONI, per il grande gesto di umanità e vicinanza del Presidente Giovanni Malagò.

Nel corso della trasferta, il presidente Colosimo faceva come consuetudine visita al cimitero degli Eroi, qui, l'incontro casuale con Oksana madre di un giovane militare caduto, che diceva "Sono riconoscente agli italiani, popolo che ha sempre aiutato il nostro Paese, per favore non dimenticate i nostri caduti" – racconta Colosimo -. In quel cimitero Oksana conosceva quasi tutti, tra parenti e tombe dei caduti, facendoci visitare i loculi delle uniche tre soldatesse presenti. Una colpiva particolarmente per la sua giovane etá, si chiamava Natalia, una donna che per servire il Suo Paese, aveva lasciato un bambino di undici anni, da noi dopo conosciuto ed al quale recavamo un dono del CONI e dei dolcetti natalizi.

Ma tra quelle tombe notavamo pure ragazzi senza un nome, tra cui un ragazzo giovanissimo, malgrado ció sulla sua tomba non mancavano i fiori; c'è il Tenente anziano Massimo, viveva in Italia con la madre ed aveva fatto ritorno in Ucraina per difendere il suo Paese. "Purtroppo anche quel giorno della visita, arrivavano altre tre bare di caduti, li attendeva una cerimonia solenne con la banda militare, con tante divise presenti e soldati che mostravano i segni di un grave ferimento, mentre i sacerdoti cattolico-ortodossi pronunciavano le omelie religiose cantate. I colpi di fucile rompevano il silenzio e prima della sepoltura, la bandiera sulle bare veniva riavvolta e consegnata a madri o mogli dei caduti. Purtroppo neanche in questo funerale di gruppo mancavano dei bambini, quelli più grandicelli in lacrime, altri più piccoli si notavano molto confusi, indicavano la foto del defunto non comprendendo del tutto ciò che stava accadendo", aggiunge Colosimo, ancora emozionato.

Il sostegno di AiCS, sottolinea il Presidente Nazionale Bruno Molea, non potrà mancare per questi bambini, anche se di piccola portata rispetto alle grandi esigenze del Paese, non lo faremo cessare e attraverso l'operato di Colosimo, continueremo su questa linea. Questo, oltretutto, ha il pregio di farci constatare quanto le persone incontrate, apprezzino la solidarietà e il conforto morale dedicato ai loro bambini, l'orgoglio di AiCS si manifesta nel momento in cui noi veniamo pure riconosciuti quali rappresentanti del nostro grande Paese Italia.




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